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Pellegrini esclusivo: "Roma, volevo spaccare il mondo"

Le gioie, i tormenti, il futuro del capitano. Un’autentica confessione  ad un anno esatto dall’esonero di Mourinho: "Con lui i miei anni più belli..."
Ivan Zazzaroni

Pubblicato il 17.01.2025, 06:51 (Aggiornato il 17.01.2025, 11:01)

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Lorenzo, sai che giorno è oggi?

«Compie gli anni un mio caro amico, ne fa trentadue».

Auguri all’amico... Dài, che lo sai.

«Mica sono scemo. Lo so, sì. Era il nostro giorno libero, il sedici gennaio di un anno fa, e mandarono via Mourinho. Fu uno shock, anche perché nessuno se lo immaginava. Per noi non fu un bel momento».

Immagina per Mourinho! In precedenza la squadra si era peraltro opposta all’esonero.

«A fine novembre. Leggemmo che lo volevano cacciare, andammo da Tiago Pinto per chiedere se era vero e gli spiegammo che non c’era bisogno di mandarlo via. Volevamo continuare con lui».

E Pinto?

«Invenzioni dei giornali, la sua risposta».

Pellegrini è dentro un viaggio lungo ma più accidentato del previsto. Tanto sul piano dei fatti quanto su quello interiore, che sfugge ai più. Lo inseguivo da settimane: cercavo un grammo di verità, la sua verità. Lorenzo, che non ha la capacità di schivare i sentimenti troppo forti, si era fabbricato una corazza della quale non sapeva liberarsi. Ho tentato di aiutarlo, e che non si dica che non sono presuntuoso.

Trecentotré partite con la Roma e tra un paio di giorni la tua fascia di capitano compie quattro anni.

«Arrivò dopo la sconfitta con lo Spezia, 4-2 in coppa Italia, la partita dei sei cambi, l’irregolarità. Avremmo perso comunque. Finimmo in nove contro undici. Ci fu una discussione e Dzeko, che era il capitano, pagò con la fascia. Edin sa bene come andò, io stesso provai a spiegare alla società che la decisione era sbagliata».