Roma, la necessità del mercato
Qu ando parla con vena apparentemente polemica del mercato che è stato e di quello che verrà, dando la netta sensazione di attaccare la Roma, Gian Piero Gasperini forse vuole semplicemente spronare la società a fare il meglio possibile. Che significa, ad esempio, prendere i giocatori che non (gli) sono stati presi in estate, un centrocampista con caratteristiche alla Rios e un attaccante alla Fabio Silva. E’ un’ipotesi, ovvio, non la verità. L’unica cosa certa è che, nonostante non abbia un attacco da prime della classe, la Roma sta lassù, e il suo allenatore non vuole arrendersi all’evidenza di una rosa qualitativamente limitata. Anche perché, ma questo lo dirà sempre sottovoce, Gasp è convinto che in campionato non ci sia una squadra dominante, una di quelle ingiocabili. Il tecnico, e nella Capitale lo sanno pure i sampietrini, non è contento del mercato: un mercato limitato, condizionato da mille fattori che è sembrato in linea più con le esigenze della società che con quelle di un allenatore meticoloso e perfezionista come lui. Da qui le sue recentissime dichiarazioni e, soprattutto, le sue continue, talvolta stravaganti scelte in tema di formazione. Con esperimenti a raffica per trovare qualcosa che non c’è. La Roma, ad esempio, in dieci partite stagionali ha segnato la miseria di 10 reti, tutta la città critica Dovbyk e/o Ferguson perché non fanno gol neppure a porta vuota, e poi non va bene se Gasp li lascia fuori e percorre strade alternative? A Reggio Emilia, oggi pomeriggio, ennesimo tentativo di sbloccare la situazione, probabilmente con una ulteriore soluzione pittoresca lì davanti. La Roma è chiamata a cancellare le due sconfitte di fila contro Inter e Viktoria Plzen e a confermare che in trasferta è realmente una squadra da primato. Se all’Olimpico il suo passo non è stato spedito, lontano da casa la Roma ha viaggiato con il piede costantemente pigiato sull’acceleratore. Confermare questa tendenza darebbe non soltanto rinnovata forza alla classifica ma anche al gruppo. In attesa che, come si augura (ora anche pubblicamente...) l’allenatore, possano arrivare dal prossimo mercato i giocatori giusti. Gasp non ha la certezza che questo accadrà: sarà compito della società fargli recuperare il sorriso. Quello sincero, però, non quello di facciata.
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