Vince tutto e subito: Enzo Ferrari è il mito

La storia della scuderia migliore e più affascinante della storia: quando il Drake compie 50 anni, arrivano i successi in F.1 con Ascari e Fangio e nell’Endurance Poi Niki Lauda e l’epopea legata a Schumacher
Mario Donnini
Mario Donnini

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Pubblicato il 25.10.2025, 19:05

Identità

La nuova Ferrari, la prima Ferrari davvero vincente e mondialmente dilagante del dopo Enzo, dopo quattro anni di formazione e crescita, sbanca la F.1 aprendo un ciclo, quello del Kaiser Schumacher. Sotto il cui regno arrivano cinque mondiali Piloti e sei Costruttori, dal 1999 al 2004. Con il bonus iridato del 2007 di Kimi Raikkonen, il quale corre ancora nel sistema oliato da Schumi, con un 2008 che meriterebbe l’iride Piloti con Massa, ma si deve accontentare solo del mondiale Costruttori. E poi tanti anni di tentativi, a volte più calibrati altri meno, ma con una vittoria iridata che latita, all’interno di un nuovo travaglio alla ricerca di un’identità. Così è la vita. Identità che però magicamente torna all’interno delle gare di durata, laddove, dopo uno iato di mezzo secolo la Casa del Cavallino torna da protagonista. Andando a vincere dal 2023 e per tre volte consecutive la grande classica della 24 Ore di Le Mans, la prima che l’aveva consacrata internazionalmente forte e segnante, nel 1949 con Chinetti e Seldson come piloti. Passano i secoli, si scavalcano millenni, ma la Ferrari è ormai un eterno simbolo di Rosso e lusso, Velocità e cuore da corsa, che fa sognare e quando e dove può, vince. Una cronaca infinita di passione che diventa cultura, senza smettere d’essere materia calda, di sogni minuziosamente raccontati come realtà. Tale e quale, a modo suo, alla storia centenaria del Corriere dello Sport.